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Nel lontano 1867, agli albori della Belle Époque, il ristorante Savini, apre le sue porte alla società meneghina. Ne diventa subito un punto di riferimento, tanto da essere soprannominato “il Salotto di Milano”.

Intellettuali, artisti, letterati...non si contano i personaggi illustri che hanno animato il ristorante in quegli anni: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Giovanni Verga, Gabriele D’Annunzio e Sacha Guitry.

Si racconta che proprio in quelle salette, Tommaso Marinetti abbia scritto il celebre Manifesto dando vita al futurismo.

Nonostante sia passato un secolo, l’atmosfera di ottimismo, di benessere crescente e gioia di vivere che caratterizzava quei tempi, resta immutata al ristorante Savini che ne conserva sia lo spirito che l’arredamento.

Da quest’epoca di ottimismo e benessere, è passato quasi un secolo ma il Ristorante Savini ne continua a custodire l’atmosfera e lo spirito grazie all’arredamento e alla cura dei dettagli.

Il Savini Milano ha mantenuto gran parte delle caratteristiche originali che rappresentano lo stile della Belle Époque, mentre altri arredi risalgono al XIX secolo.

Nel 2008, il Savini venne rilevato dalla Famiglia Gatto che ne ridefinì gli spazi, separando il caffè bistrot dal Ristorante, che si trova ancora oggi al primo piano.

Ancora oggi, chi siede al Ristorante Savini può respirare il fascino e l’eleganza di un tempo, sentendosi protagonista della storia immortale di un locale che oggi accoglie ospiti da tutto il mondo, ed è soprattutto fa parte dei Locali Storici d’Italia, un'associazione che comprende i ristoranti, gli hotel e i caffè più antichi e prestigiosi del paese.

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